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Nel 1950 il Tibet venne invaso e occupato militarmente dalla Repubblica Popolare Cinese. Da allora il Tibet ha sofferto un lungo periodo di oscurantismo, caratterizzato dalla perdita di tante vite umane e da un terribile genocidio culturale. Nel 1959 Sua Santità il XIV Dalai Lama fu costretto all’esilio lasciando la sua terra natale con altre migliaia di Tibetani e trovando rifugio in India. Come profughi, i Tibetani affrontano quotidianamente enormi difficoltà, soffrono di un tasso di disoccupazione elevatissimo, non hanno accesso alle elementari cure sanitarie e all’ istruzione scolastica. Al fine di assistere ed aiutare i bambini più bisognosi ad avere accesso ad una istruzione scolastica, di prendersi cura dei poveri e degli ammalati, di dare assistenza alle monache ed ai monaci tibetani in esilio che sono in condizioni di indigenza e miseria, l’associazione Jamtsei Gyetsa si propone di creare, in territorio indiano, una Fondazione o un'istituzione di diversa configurazione giuridica ma con analogo scopo. La Fondazione si propone di operare con criteri di efficienza, benché su piccola scala, promuovendo fra l'altro l’artigianato tibetano, le cui attività tradizionali più note sono la tessitura di tappeti, la preparazione di incensi, la realizzazione di indumenti tradizionali come il chupa (veste di gala tibetana). In questo modo la Fondazione intende creare opportunità di lavoro per gli emarginati ed aiutarli a diventare autosufficienti. La Fondazione ha precise finalità sociali ed eventuali profitti generati dalla sua azione verranno completamente reinvestiti in attività benefiche a favore dei profughi tibetani. |



